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La pelle | Gli strati della pelle e le loro funzioni
giugno 13, 2017
macchie cutanee

Macchie cutanee, come riconoscerle e curarle.

Le macchie cutanee (macchie della pelle), indicate con il nome di discordie cutanee, rappresentano un’alterazione della pigmentazione cutanea. Questa può essere circoscritta o diffusa.

Il colorito della pelle è dato dalla presenza di melanina, elemento responsabile della pigmentazione scura, di emoglobina (pigmento rosso), cheratina (pigmento grigio) e carotene (pigmento arancio).

macchie della pelle

Generalmente, il colorito della pelle si modifica a causa di squilibri nella quantità di melanina.

A seconda delle loro caratteristiche estetiche, le macchie possono essere distinte in:

  • Ipercromiche (definite anche ipermelanosi);
  • Ipotrofiche (ipomelanosi);
  • Acromiche.

Analizziamone di seguito le peculiarità.

 

Macchie cutanee ipercromiche

Si tratta delle macchie cutanee più comuni e diffuse. Sono causate da una produzione eccessiva di melanina da parte dei melanociti e sono generalmente localizzate in alcune zone cutanee.

 

Le ragioni di questa produzione eccessiva può essere dovuta a:

  • Assunzione di farmaci fotosensibilizzanti;
  • Esposizione a raggi UV naturali o artificiali senza l’applicazione preventiva di una crema protettiva.
  • Iperpigmentazione infiammatoria causata dall’utilizzo di profumi o cosmetici da parte di soggetti predisposti;
  • Assunzione di estrogeni e progesterone che possono causare squilibri ormonali.

 

Gli ormoni giovano un ruolo essenziale, soprattutto nelle donne in età feconda. Generalmente sono questi i soggetti più a rischio.

Anche la gravidanza rappresenta un fattore scatenante. Si parla in questo caso di melasma gravidico o cloasma. Si assiste allo sviluppo di una macchia sul volto, che scema poi dopo qualche mese dal momento del parto.

Dopo i 40 anni si assiste molto spesso, nelle donne, alla formazione di lentigo senili. Si tratta di macchie di forma tondeggiante che appaiono sul viso in prossimità del labbro superiore, sugli zigomi, sul mento, sul naso e sulla fronte.

Le macchie marroni sono superficiali e si formano a livello epidermico. Al contrario, quelle che presentano un coloro blu-grigiastro nascono più in profondità, nello specifico a livello del derma.

Eliminare le macchie profonde è molto difficile. In tutti i casi è buona norma rivolgersi a uno specialista della pelle, il dermatologo, per comprendere quale possa essere l’approccio migliore.

 

Tra le tecniche per eliminare le macchie cutanee ipercromiche ricordiamo:

trattamento macchie solari

  • Crioterapia: l’azoto liquido o il protossido di azoto a temperature molto basse sono utilizzati per creare delle lesioni superficiali alla cute che porta alla formazione di bolle che, una volta guarite, portano via con sé anche l’eccesso di melanina.
  • Peeling chimico: la zona interessata è trattata con un gel o una pomata in grado di esfoliare la zona superficiale della pelle.
  • Laser: trattamento utilizzato per lavorare in maniera selettiva sulla melanina.
  • Diatermocoagulazione a radiofrequenza: tramite l’emissione di microonde ad alta frequenza, si genera una micro ustione che guarendo rimuove l’eccesso di melanina.
  • Luce pulsata: a seconda del bersaglio melaninico, si utilizza una lunghezza d’onda differente.

 

Macchie cutanee ipocromiche

Definite anche con il termine di ipomelanosi, si manifestano in particolare alla fine dell’estate, quando compaiono macchie bianche sull’abbronzatura.

Non è raro confondere queste macchie con micosi, vitiligine, funghi o pitiriasi, tuttavia si tratta di ipomelanosi lenticolare. Si tratta di un danno cronico a carico dei melanociti non contagioso, che rappresenta esclusivamente un inestetismo.

Tra le cause ricordiamo:

  • Predisposizione individuale;
  • Secchezza della cute;
  • Esposizione ai raggi solari prolungata e senza protezione.

Eliminare le macchie di ipomelanosi è impossibile, tuttavia è possibile prevenirle idratando la pelle e conducendo uno stile di vita sana.

 

Gli esperti consigliano in particolare creme contenenti acido glicolico e vitamina C.

 

Macchie cutanee acromiche

Le macchie acromiche sono zone della pelle color bianco latte dovute ad alterazioni croniche della melanina.

 

Con il termine acromica cutanea indichiamo diverse patologie tra cui:

  • Vitiligine: malattia cronica della pelle non congenita caratterizzata dalla comparsa su peli, cute e mucose di chiazze non pigmentate a causa di una carenza di melanina. È una patologia multifattoriale con un’eziopatogenesi molto complessa. Sembra che vi sia una concorrenza di fattori genetici, endocrini, metabolici, immuno-mediati e infiammatori
  • Funghi e micosi: provocati da microrganismi definiti miceti, si possono manifestare in zone diverse del corpo. Generalmente si localizzano in aree umide, si manifestano con la comparsa di chiazze bianche e disidratazione. A contribuire alla loro proliferazione sarebbero alte temperature e scarsa igiene personale. Le zone più colpite sono i genitali, il cuoio capelluto, i piedi e le unghie. La diagnosi si esegue con un’osservazione della cute a occhio nudo e a microscopio dopo il prelievo di un piccolo campione. La cura consiste nell’assunzione di antifungini e antistaminici. Ketoconazolo, miconazolo e clotrimazolo costituiscono la base dei farmaci. Tra i rimedi naturali ricordiamo tee tree oil, aloe vera e aceto di mele.
  • Pitiriasi alba: malattia che colpisce in genere giovani e bambini, caratterizzata da secchezza cutanea. Si osservano desquamazione, rossore e irritazioni in varie aree del corpo. Spesso è accompagnata da prurito. Con l’evolversi della patologia, le macchie, con una grandezza che varia da mezzo centimetro a due centimetri, anche se in alcuni casi possono essere più estese, divengono più pallide e risultano in una macchia color bianco latte. Statisticamente si registrano più casi tra i bambini che tra le bambine, in particolare se i primi hanno una carnagione chiara. Tendenzialmente la patologia si risolve con la crescita. Tuttavia si raccomanda l’utilizzo della crema con protezione solare durante il periodo estivo e in caso di esposizione al sole, e il ricorso a creme per alleviare il prurito.

 

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